fermatevi amici…

Ginger and Cinnamon

Image via Wikipedia

….è arrivato Francesco, compagno di vecchia data, non gli non possiamo negare un brindisi e una ricca ospitalità, non andatevene, i servi stanno già portando vino e dolci, la notte è lunga. Sedetevi e ascoltate le parole di Francesco, la narrazione delle sue battaglie, il nemico sconfitto, …è grazie a lui se siamo ancora liberi, dunque brindiamo!

Ahimè, queste parole mi fanno a pensare a tempi in cui, -casa – amicizia – gratitudine – sacro a altre avevano un senso e indicavano grande rispetto per l’ospite, appunto, sacro, per la propria casa, per l’amicizia… sì un tempo in cui le parole non erano vuote, ma colme del loro significato e questo significato non rimandava ad un concetto sfumato, ma ad un patto, ad un calore umano, a qualcosa di vivo e di reale che ci nutriva negli affetti e dava forza al proprio corpo. Ora viviamo nell’effimero, nell’ingannevole, non abbiamo alcun punto saldo. Un soffio e siamo licenziati, un soffio e ci ammaliamo per i cibi sofisticati, un soffio e la nostra compagna svanisce e i figli? un soffio. E’ questo quello che desumo guardandomi attorno, dove puoi trovare sicurezza a questo punto? Se tutto è evanescente? La sicurezza non esiste e il nostro punto saldo è il vuoto. Qui comincia la solitudine, qui cessa il dolore, si intravede la liberazione.

 

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