gli angeli esistono davvero

Gioia Pastore tedesco

Era il 198…. ed da molti anni avevo imboccato un tunnel di cui non intravedevo l’uscita: ormai non uscivo quasi più di casa, quando una mattina di agosto arrivò la figlia di amici con in mano un “ragnetto” peloso. Era un cucciolo di cane. Ce lo affidò perché doveva partire e lo mise per terra. Io pensai subito che quel “ragnetto” non glielo avrei più resituito e lei fortunatamente non venne più a riprenderlo. Tita, così si chiamava, guadagnò la ciotola della vecchia bastardina dove erano rimasti degli avanzi, li divorò e si addormentò con la testa sulla ciotola. Nessuno parlò, nessuno commentò, ma fu subito chiaro a tutti che Tita sarebbe stata il nostro cane. Era una trovatella che crescendo assomigliava sempre di più ad un pastore tedesco e difatti ne assunse l’aspetto anche se non aveva il “patentino”. A noi non importava. Crescendo manifestò la sua indole dolcissima ed affettuosa e cominciammo ad amarla come non era mai successo prima con nessuna bestia. Io navigavo sempre nel tunnel, ma un po’ alla volta cominciai a portare fuori il cane, finché una mattina del marzo dell’89, decisi di portarla a fare una bella passeggiata. Mi vestii come se avessi dovuto andare ad una cerimonia e andai al parco fluviale. Piovigginava, ma continuai lo stesso a camminare e dopo un po,’ con Tita che trotterellava felice davanti a me, mi accorsi che stavo affondando con le mie scarpe nere nel fango. L’acqua fredda mi diede una sensazione di benessere e di euforia, camminai a lungo, incurante del fango e della pioggia, ma cominciavo a sentirmi bene, non me ne resi conto subito, ma stavo intravedendo l’uscita del tunnel. Dopo quel giorno le passeggitate divennero un impegno quotidiano. Mi comprai una mountain bike e spesso dopo una lunga corsa ci fermavamo sulla sponda di qualche canale a osservare il tramonto. Dopo due mesi cominciai con le escursioni in montagna.
Ero uscito dal tunnel, ma al mio fianco c’era sempre il mio pastore tedesco, bellissimo, anche senza pedigree.
Dopo qualche mese Tita dimostrò di avere un fiuto eccezionale e dopo varie prove entrai nel mitico gruppo delle Giubbe Rosse, nella sezione di Protezione Civile. Tita era la migliore, nelle esercitazioni trovava sempre i “dispersi” (volontari che si nascondevano per permetterci di addestrare i cani alla ricerca). Restammo alle Giubbe Rosse per quasi tre anni. Poi seguirono anni abbastanza spensierati, molte passeggiate, domeniche passate sulle spiaggette del Piave o del Tagliamento, Tita giocava con i miei figli e i miei nipoti fino allo sfinimento. Poi gli anni del declino. Tita ci lasciò a undici anni, stroncata da un tumore mentre era ancora integra fisicamente e mentalente…………….
Un grande bastardo diceva l’allevatore: si vede che gli Angeli non sono di razza!

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Informazioni su Giorgio Mantello

2 Risposte a “gli angeli esistono davvero”

  1. Ciao, credo anchio agli angeli ed amo i cani.

    Il mio Rudi è bastardo di nascita e di carattere ma ti smonta ogni volta che fa il mammolone.
    Mi sono piaciuti gli articoli.
    OK, Giosela

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